Proposta n. 276 a Monaco

Proposta di legge n° 276 a Monaco: cosa cambia per le società estere proprietarie

Publié par Paolo Petrini le 22/05/2026

Temps de lecture 19  min.
Tassazione e legislazione
Proposta n. 276 a Monaco

La proposta di legge n° 276 segna una svolta per i proprietari che detengono un immobile a Monaco tramite una società estera. Il suo obiettivo è chiaro: porre fine alle strutture opache e incoraggiare una detenzione immobiliare più trasparente nel Principato.

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In concreto, un'entità estera proprietaria di un immobile a Monaco dovrà scegliere tra tre strade: dimostrare un livello di trasparenza sufficiente, trasferire la propria struttura a Monaco quando le condizioni lo permettono, oppure esporsi a un'imposta annuale dell'1% calcolata sul valore venale dell'immobile.

Questa riforma riguarda direttamente proprietari, investitori, family office e acquirenti che utilizzano o intendono utilizzare una società estera per detenere un patrimonio immobiliare monegasco.

In breve

Una nuova era per le società estere proprietarie a Monaco

La proposta di legge n° 276 impone una logica chiara: un'entità estera proprietaria di un immobile a Monaco dovrà dimostrare la propria trasparenza, valutare il trasferimento nel Principato, oppure esporsi a un'imposta annuale dell'1% sul valore venale dell'immobile.

I debiti non riducono questa base di calcolo. Per i proprietari interessati, la priorità è quindi valutare la struttura di detenzione, i titolari effettivi, il valore dell'immobile e le opzioni possibili prima che il vincolo diventi un costo ricorrente.

La proposta di legge n° 276 è stata adottata in seduta pubblica il 2 aprile 2026 e ricevuta dal Governo del Principe il 3 aprile 2026, secondo Legimonaco.

Perché Monaco rafforza la trasparenza immobiliare

A Monaco, l'immobiliare non è un mercato ordinario. Concentra beni rari, valori elevati e una clientela internazionale le cui strutture patrimoniali possono essere complesse. Questa singolarità impone al Principato un elevato livello di esigenza in termini di chiarezza, sicurezza giuridica e reputazione internazionale.

La proposta di legge n° 276 si inserisce in questo movimento di modernizzazione. Interviene in un contesto in cui dalle giurisdizioni finanziarie e immobiliari ci si aspetta sempre più la capacità di identificare le persone fisiche che controllano realmente i beni. Per Monaco, la sfida è duplice: preservare l'attrattiva del proprio mercato immobiliare rafforzando al contempo la credibilità del proprio quadro giuridico. Questo orientamento si allinea con l'obiettivo dichiarato dal Consiglio Nazionale: incoraggiare le entità estere che detengono beni immobiliari a Monaco a trasferire il proprio domicilio nel Principato, mantenendo la propria personalità giuridica.

Il testo riflette quindi un'evoluzione filosofica. La detenzione immobiliare tramite una società estera non è più considerata solo uno strumento di gestione patrimoniale privata; sta diventando un modello di detenzione che deve poter essere compreso, documentato e verificato. In un ambiente internazionale in cui la conformità occupa un posto crescente, la chiarezza diventa una condizione di sostenibilità.

Questa riforma va letta anche come una volontà di allineamento. Quando un bene immobiliare si trova a Monaco, il Principato incoraggia un'organizzazione giuridica più coerente con la posizione dell'immobile. L'obiettivo non è escludere gli investitori stranieri, ma garantire che le strutture utilizzate siano compatibili con gli standard contemporanei di trasparenza.

Per i proprietari, il messaggio è quindi più ampio di un semplice obbligo di dichiarazione. Una struttura che un tempo era percepita come efficiente potrebbe dover essere riesaminata alla luce di nuovi criteri: la sua chiarezza, la sua giustificazione patrimoniale, la sua conformità e la sua capacità di resistere a una futura due diligence.

Siete interessati dalla proposta di legge n° 276?

Siete potenzialmente interessati dalla proposta di legge n° 276 se un bene immobile situato a Monaco è detenuto da un'entità giuridica domiciliata all'estero. Questo può includere una società, una fondazione, una fiduciaria o qualsiasi altra struttura estera utilizzata per organizzare la proprietà di un bene immobiliare monegasco.

Il criterio centrale non è solo l'identità del proprietario finale, ma il modo in cui l'immobile è detenuto. Ciò che deve essere analizzato è la struttura giuridica proprietaria dell'immobile, la natura dei diritti immobiliari detenuti e il livello di trasparenza in merito alle persone fisiche che controllano realmente o beneficiano di tale struttura.

In pratica, l'analisi inizia con una semplice domanda: l'immobile è detenuto direttamente o tramite un'entità estera? Se un'entità estera interviene nella detenzione, la riforma merita un'attenzione particolare.

Per aiutarvi a valutare il vostro livello di esposizione, potete utilizzare lo strumento di autovalutazione qui sotto.

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Rispondi a queste poche domande per capire se la struttura di detenzione del tuo immobile merita un'attenzione particolare. Questo test non sostituisce una consulenza legale o fiscale, ma può aiutarti a capire se un confronto con il nostro team potrebbe esserti utile.

Criteri analizzati: detenzione da parte di un'entità estera, diritti reali immobiliari a Monaco, titolari effettivi, possibilità di trasferimento a Monaco e reale interesse patrimoniale attuale della struttura.

 

Domanda 1 di 5

L'immobile è detenuto da una società estera?

Questo è il primo criterio di esposizione alla riforma. Se l'immobile è detenuto direttamente da una persona fisica, l'analisi sarà diversa.

Nota Importante

Petrini Exclusive Real Estate Monaco è un'agenzia immobiliare. Questo modulo è fornito a scopo informativo per aiutare i proprietari a identificare i punti di attenzione relativi alla detenzione di un immobile a Monaco. Non costituisce consulenza legale, fiscale, notarile o patrimoniale. Qualsiasi decisione riguardante una struttura di proprietà, un trasferimento societario, una dichiarazione di titolari effettivi o una riorganizzazione fiscale deve essere validata da un avvocato, notaio, fiscalista, commercialista o consulente patrimoniale qualificato.

Quali società estere sono interessate?

La proposta di legge n° 276 riguarda le entità giuridiche domiciliate all'estero qualora detengano un immobile o un diritto reale immobiliare a Monaco. Non si rivolge quindi solo alle cosiddette società "offshore", ma più in generale alle strutture estere utilizzate per organizzare la proprietà di un asset immobiliare monegasco.

Il fattore determinante non è solo la forma della struttura. Ciò che conta è la sua domiciliazione estera, la natura dei diritti detenuti a Monaco e il livello di trasparenza riguardo alle persone fisiche che la controllano o ne beneficiano realmente.

In pratica, diversi tipi di entità possono rientrare nel campo di applicazione della riforma: società civili estere, società commerciali, fondazioni, fiduciarie o alcuni fondi di investimento. Secondo il testo disponibile su Legimonaco, il concetto di "entità giuridica" comprende in particolare società, enti corporativi, fondazioni, fiduciarie e fondi di investimento, ad esclusione dei trust.

Per un proprietario, la sfida non è capire se la propria struttura corrisponde alla classica immagine di una società offshore. Occorre invece rispondere a quattro domande: dove è domiciliata l'entità, cosa detiene esattamente a Monaco, chi sono i titolari effettivi e se la struttura soddisfa i requisiti di trasparenza previsti dalla riforma?

Strutture interessate
Tipo di struttura
Esempio comune
Società civile estera
SCI francese, società civile lussemburghese o struttura equivalente utilizzata per detenere un bene immobiliare.
Società commerciale estera
Ltd, LLC, SARL estera, AG, holding patrimoniale o società per azioni domiciliata fuori Monaco.
Fondazione estera
Fondazione familiare privata o struttura patrimoniale estera che detiene immobili nel Principato.
Fiduciaria o struttura assimilata
Struttura patrimoniale di diritto civile in grado di detenere diritti immobiliari diretti o indiretti a Monaco.
Fondo di investimento
Fondo privato o veicolo di investimento estero, in particolare quando non ampiamente distribuito al pubblico.

Questa ampia interpretazione è essenziale. Una struttura estera creata per motivi patrimoniali, familiari o di successione potrebbe ora dover essere documentata, dichiarata o riorganizzata se detiene un bene immobiliare a Monaco. Al contrario, i trust devono essere analizzati separatamente: sono esclusi da questa definizione nella proposta di legge n° 276, ma ciò non significa che siano esenti da obblighi nel Principato.

I trust sono interessati dalla legge 276?

I trust devono essere analizzati separatamente. La proposta di legge n° 276 esclude i trust dalla definizione delle entità giuridiche direttamente prese di mira dal testo, ma questa esclusione non significa che una struttura che coinvolge un trust sfugga automaticamente a tutti gli obblighi a Monaco.

La distinzione è importante. Una società estera, una fondazione o una fiduciaria può rientrare nel campo di applicazione della riforma quando detiene un immobile o un diritto reale immobiliare a Monaco. Un trust, invece, opera secondo una logica giuridica diversa, in particolare perché non funziona come una società tradizionale dotata di analoga personalità giuridica.

Per i proprietari che utilizzano strutture anglosassoni, nordamericane o mediorientali, questa sfumatura è fondamentale. Un immobile monegasco detenuto all'interno di un'architettura che coinvolge un trust deve essere esaminato con un professionista legale monegasco per identificare il regime applicabile, gli eventuali obblighi di trasparenza e le conseguenze patrimoniali della struttura.

La corretta interpretazione è quindi la seguente: i trust non devono essere automaticamente assimilati alle entità estere direttamente prese di mira dalla proposta di legge n° 276, né devono essere respinti senza analisi. Il loro trattamento dipende dall'esatta architettura proprietaria, dalle persone coinvolte e dalle regole specifiche applicabili a Monaco.

Da ricordare

Trust: un'esclusione da gestire con cautela

Se la vostra struttura coinvolge un trust, non concludete affrettatamente di esserne fuori. Potreste non rientrare nell'ambito diretto della proposta di legge n° 276 così come redatta, ma la vostra situazione deve essere analizzata separatamente.

Il trattamento applicabile dipende dall'esatta architettura di detenzione, dalle parti coinvolte e dalle regole specifiche applicabili a Monaco. Una revisione da parte di un professionista legale monegasco rimane indispensabile.

Quali immobili sono interessati e come verrebbe calcolata la tassa dell'1%?

La proposta di legge n° 276 non prende di mira solo la piena proprietà di un appartamento, di una villa o di locali situati a Monaco. Si applica più ampiamente ai beni immobiliari e ad alcuni diritti reali immobiliari detenuti da un'entità giuridica estera. In altre parole, l'analisi si concentra non solo sull'immobile stesso, ma sull'esatta natura del diritto detenuto dalla struttura.

Possono rientrare nel campo di applicazione della riforma la piena proprietà, l'usufrutto, la nuda proprietà, il diritto d'uso, nonché alcuni diritti a lungo termine come quelli derivanti da un contratto di locazione per costruzione o da un'enfiteusi. Al contrario, le ipoteche devono essere distinte: costituiscono generalmente una garanzia a favore di un creditore, e non un diritto d'uso o di proprietà dell'immobile.

Il meccanismo centrale è la tassa annuale dell'1%. Colpisce le entità giuridiche estere proprietarie di beni o diritti immobiliari a Monaco qualora non presentino un livello di trasparenza sufficiente. Il suo obiettivo è dissuasivo: non si tratta solo di creare un onere fiscale, ma di incoraggiare i proprietari a scegliere tra la trasparenza, il trasferimento della struttura a Monaco o il mantenimento di un'organizzazione potenzialmente costosa.

Il punto più importante riguarda la base di calcolo. L'imposta sarebbe calcolata sul valore venale dell'immobile (valore di mercato), e non sul valore netto della società. I debiti non riducono la base imponibile. Un prestito bancario, un prestito soci o un finanziamento interno non proteggono automaticamente dall'imposta annuale dell'1%.

Facciamo un semplice esempio. Se una società estera detiene un immobile valutato 20 milioni di euro a Monaco, la tassa annuale dell'1% rappresenterebbe 200.000 euro all'anno. Anche se questo immobile fosse finanziato da 15 milioni di euro di debiti, la base di calcolo resterebbe il valore di mercato dell'immobile, ovvero 20 milioni di euro, e non l'apparente valore economico netto di 5 milioni di euro.

Punto chiave

I debiti non riducono la tassa

L'imposta annuale dell'1% verrebbe calcolata sul valore venale dell'immobile, ovvero sul suo valore di mercato. Un prestito bancario o un prestito soci non riduce questa base di calcolo.

Pertanto, un immobile valutato 20 milioni di euro potrebbe comportare una tassa annuale di 200.000 euro, anche se la holding è fortemente indebitata.

Sui beni immobiliari monegaschi di grande valore, l'inazione può quindi diventare significativa. Un immobile valutato 10 milioni di euro rappresenterebbe potenzialmente 100.000 euro all'anno; un immobile di 50 milioni di euro, 500.000 euro all'anno; un immobile di 100 milioni di euro, 1 milione di euro all'anno. La riforma trasforma così la trasparenza patrimoniale in un problema finanziario concreto.

La corretta interpretazione è quindi la seguente: non è solo la struttura estera a dover essere esaminata, ma anche il diritto immobiliare detenuto, il valore di mercato dell'immobile, il livello di indebitamento e la capacità della società di dimostrare la propria trasparenza. Per un proprietario, questa analisi deve essere completata prima che il vincolo diventi un costo ricorrente.

Come evitare la tassa dell'1%?

Per evitare la tassa annuale dell'1%, un'entità estera proprietaria di un immobile a Monaco dovrà adottare una logica di trasparenza o valutare il trasferimento della propria struttura nel Principato. Mantenere una società estera resta possibile, ma dovrà essere chiaramente documentato e giustificato.

La prima via consiste nel dichiarare i titolari effettivi. In altre parole, la società estera mantiene la sua esistenza, ma rivela l'identità delle persone fisiche che realmente la possiedono, la controllano o ne beneficiano. Questa opzione può essere rilevante quando la struttura conserva un reale scopo patrimoniale, familiare o internazionale.

Opzioni disponibili

Dichiarare i titolari effettivi

La società estera può mantenere la propria struttura, a condizione di comunicare chiaramente le persone fisiche che la controllano o ne beneficiano.

Trasferire la società a Monaco

Quando la legge applicabile lo consente, la struttura può essere trasferita nel Principato per allinearla all'ubicazione dell'immobile.

Non fare nulla

L'inazione espone la struttura all'imposta annuale dell'1% sul valore di mercato dell'immobile se il livello di trasparenza è insufficiente.

La seconda via è trasferire la società a Monaco quando le condizioni legali lo consentono. Questo trasferimento può essere particolarmente indicato quando l'immobile monegasco costituisce il bene principale della società. L'obiettivo è allineare la struttura giuridica all'ubicazione dell'immobile, beneficiando al contempo, a determinate condizioni, del regime temporaneo previsto dalla riforma.

La terza opzione, in realtà, è l'inazione. È anche la più rischiosa. Una società estera che non dimostra sufficiente trasparenza e non si riorganizza potrebbe essere esposta all'imposta annuale dell'1% sul valore venale dell'immobile.

Per un proprietario, la scelta non dovrebbe ridursi a una semplice questione fiscale. È necessario analizzare la reale utilità della società estera, la trasparenza già in atto, la possibilità di trasferimento secondo le leggi del Paese d'origine, le conseguenze patrimoniali e gli obiettivi a lungo termine: conservazione, trasmissione, locazione, gestione o vendita dell'immobile.

La decisione giusta dipende quindi dall'esatta situazione del proprietario. Una struttura estera può rimanere rilevante se è trasparente e utile. Potrebbe anche dover essere trasferita, semplificata o riorganizzata se il suo interesse principale era l'anonimato o se non è più coerente con la detenzione di un bene immobiliare a Monaco.

La finestra di tre anni: perché agire rapidamente?

La proposta di legge n° 276 non crea solo un vincolo per le società estere che possiedono immobili a Monaco. Apre anche un periodo di transizione che potrebbe consentire ad alcuni proprietari di rivedere la propria struttura di detenzione a condizioni più favorevoli.

Diverse analisi di studi legali monegaschi, tra cui CMS Monaco e 99 Avocats, presentano questa finestra di tre anni come un meccanismo di incentivo per la ricollocazione o la ristrutturazione di entità estere proprietarie di beni immobiliari a Monaco. Questo periodo può consentire, a certe condizioni, di beneficiare di esenzioni temporanee su alcune imposte normalmente dovute durante il trasferimento di domicilio o il conferimento di un bene immobiliare a un'entità monegasca.

Per un proprietario interessato, questo periodo non deve essere inteso come una semplice scadenza amministrativa. Deve essere utilizzato come un periodo di analisi, processo decisionale ed esecuzione. I trasferimenti di società, le verifiche di conformità, l'analisi delle leggi del paese d'origine e le potenziali conseguenze fiscali non possono essere gestiti frettolosamente.

La sfida è quindi duplice. Da un lato, l'inazione può esporre una struttura estera all'imposta annuale dell'1% se il suo livello di trasparenza è insufficiente. Dall'altro, aspettare troppo a lungo può comportare la perdita dell'opportunità di una ristrutturazione effettuata all'interno di un quadro temporaneamente più favorevole.

L'approccio giusto è utilizzare questo periodo per mappare la struttura, verificare i titolari effettivi, stimare il valore venale dell'immobile, analizzare la possibilità di un trasferimento a Monaco e decidere se la società estera debba essere mantenuta, trasferita o riorganizzata.

In pratica, la finestra di tre anni non è una scadenza comoda: è un calendario di lavoro. Per i proprietari interessati, il rischio non è solo di pagare in un secondo momento, ma di dover decidere troppo in fretta, con una struttura scarsamente documentata e professionisti mobilitati in emergenza.

Da ricordare

Tre anni per decidere, non per aspettare

Il periodo transitorio previsto dalla proposta di legge deve essere utilizzato per controllare la struttura, confrontare le opzioni e preparare una decisione. Quanto più la società estera è vecchia, complessa o fortemente legata a un bene monegasco, tanto più l'anticipazione diventa cruciale.

Quale decisione prendere se l'immobile è detenuto tramite una società estera?

Quando un immobile a Monaco è detenuto da una società estera, la decisione giusta dipende da diversi elementi: il ruolo effettivo della struttura, il suo paese d'origine, l'identità dei suoi titolari effettivi, il valore dell'immobile e l'obiettivo del proprietario. Non esiste una risposta universale, poiché una società ancora utile per un'organizzazione familiare o internazionale non viene trattata come una vecchia struttura il cui interesse primario era la riservatezza.

In genere occorre studiare tre strade. Se la società estera mantiene una vera utilità patrimoniale, la trasparenza può essere la prima opzione: si tratta di dichiarare chiaramente i titolari effettivi e documentare la struttura nel tempo. Se l'immobile monegasco costituisce l'asset principale della società, trasferire la struttura a Monaco può diventare più coerente, sempre che la legge del paese d'origine lo permetta. Infine, se la società è opaca, vecchia o difficile da giustificare, potrebbe essere necessaria una riorganizzazione più profonda.

L'inazione è raramente una strategia confortevole. Può esporre il proprietario a una tassa annuale dell'1% sul valore venale dell'immobile quando il livello di trasparenza è insufficiente. Può anche complicare una futura vendita, rallentare una due diligence, rendere più difficile un passaggio generazionale o sollevare questioni durante un rifinanziamento bancario.

Per un proprietario, il primo passo è quindi mappare la situazione: quale entità detiene l'immobile, dove è domiciliata, chi la controlla veramente, quale diritto immobiliare è detenuto, qual è il valore venale dell'immobile, ci sono debiti, e qual è l'obiettivo patrimoniale a medio termine — conservare, affittare, trasmettere, vendere o affidare l'immobile in gestione.

Questa analisi non riguarda esclusivamente la fiscalità. Tocca anche la gestione quotidiana dell'immobile, la sua valorizzazione, la sua liquidità futura e la capacità del proprietario di presentare una struttura chiara agli interlocutori giusti. In un mercato esigente come quello di Monaco, la chiarezza patrimoniale sta diventando un elemento di sicurezza.

Petrini Exclusive Real Estate Monaco non è uno studio legale, un notaio o un consulente fiscale. Il nostro ruolo è assistere i proprietari nella gestione, monitoraggio e valorizzazione dei loro immobili a Monaco, aiutandoli a identificare i punti di attenzione immobiliare e collegandoli con professionisti competenti quando la situazione lo richiede.

Affidare il proprio immobile in gestione non significa solo delegare un compito amministrativo o di locazione. Significa affidarsi a un team locale che segue il mercato, monitora i cambiamenti importanti, coordina gli interlocutori giusti e aiuta il proprietario a preservare il valore del proprio asset nel lungo termine.

Anticipare piuttosto che subire la riforma

La proposta di legge n° 276 segna una nuova fase nell'evoluzione del mercato immobiliare monegasco. Non mette in discussione la proprietà di un immobile tramite una società estera, ma impone un nuovo requisito: questa struttura deve ora essere comprensibile, giustificabile e documentata.

Per i proprietari interessati, la sfida non è solo fiscale. L'imposta annuale dell'1% sul valore venale dell'immobile, l'indeducibilità dei debiti, la dichiarazione dei titolari effettivi e la possibilità di trasferimento a Monaco trasformano la struttura di detenzione in un vero e proprio tema di gestione patrimoniale.

L'approccio corretto è quindi quello di anticipare. È necessario verificare l'entità che detiene l'immobile, comprendere i diritti immobiliari coinvolti, valutare il valore venale, identificare i titolari effettivi e studiare, con i professionisti giusti, se sia meglio mantenere, trasferire o riorganizzare la struttura esistente.

Anche per i futuri acquirenti questa riforma cambia le prospettive. Acquistare un immobile a Monaco tramite una società estera non dovrebbe più essere una decisione automatica. La struttura scelta deve essere coerente con l'obiettivo patrimoniale, la trasparenza attesa e la gestione futura dell'immobile.

Petrini Exclusive Real Estate Monaco assiste i proprietari nella gestione, monitoraggio e valorizzazione dei loro immobili nel Principato. Non siamo avvocati, notai o fiscalisti, ma aiutiamo i nostri clienti a identificare i punti di attenzione immobiliare, a seguire gli sviluppi del mercato e a mettersi in contatto con professionisti competenti quando la loro situazione lo richiede.

Possedete o avete intenzione di acquistare un immobile a Monaco tramite una società estera? Affidare il vostro immobile a Petrini significa beneficiare di un partner locale, attento e informato, in grado di supportarvi nel lungo termine e di coordinare i giusti esperti attorno al vostro progetto.

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Petrini assiste i proprietari nella gestione, valorizzazione e monitoraggio dei loro immobili nel Principato, specialmente quando la struttura di detenzione richiede un'attenzione particolare.

Non forniamo consulenza legale o fiscale, ma possiamo indirizzarvi verso i professionisti competenti quando la vostra situazione richiede un'analisi specializzata.

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FAQ
Legge 276 Monaco

Domande Frequenti

  • Cos'è la proposta di legge 276 a Monaco?
    La proposta di legge 276 mira a rafforzare la trasparenza immobiliare nel Principato. Impone alle entità estere proprietarie di immobili a Monaco di dichiarare i propri titolari effettivi o di affrontare una nuova imposta dissuasiva.
  • Chi deve pagare la tassa immobiliare dell'1%?
    Questa tassa riguarda le entità giuridiche estere, come società civili o commerciali, che detengono beni immobiliari a Monaco e scelgono di non divulgare l'identità dei loro veri beneficiari economici.
  • I debiti della società riducono la tassa dell'1%?
    No, la tassa dell'1% è calcolata esclusivamente sul valore venale dell'immobile sul mercato. I prestiti bancari o i debiti della società non vengono dedotti da questa base di calcolo, il che può rappresentare un costo significativo.
  • Come evitare questa tassa annuale sugli immobili monegaschi?
    Occorre dimostrare totale trasparenza o trasferire la sede legale della società. Paolo Petrini, esperto di immobiliare monegasco, assiste i proprietari nel monitoraggio dei loro asset per identificare queste criticità e indirizzarli verso i giusti consulenti legali.
  • È obbligatorio dichiarare i titolari effettivi della società?
    La dichiarazione non è strettamente obbligatoria, ma è il modo principale per una società estera di evitare il pagamento dell'imposta annuale dell'1%. L'inazione porta automaticamente all'applicazione di questo nuovo vincolo fiscale.
  • Anche i trust sono interessati da questa nuova tassa?
    I trust sono esplicitamente esclusi dalla definizione di entità giuridiche prese di mira da questo specifico testo. Tuttavia, ogni struttura che coinvolge un trust deve essere analizzata individualmente per verificarne i reali obblighi nel Principato.

Questo articolo è fornito a solo scopo informativo e formativo. Non costituisce consulenza legale, fiscale o patrimoniale. La proposta di legge n° 276 deve essere analizzata in base al suo stato di adozione, alla sua entrata in vigore, agli eventuali testi attuativi e alla situazione specifica di ciascun proprietario. Ogni decisione deve essere validata da un avvocato, notaio, commercialista o consulente fiscale competente a Monaco.

Autore
Paolo Petrini, esperto immobiliare a Monaco
Articolo redatto da Paolo Petrini

Esperto riconosciuto del mercato immobiliare monegasco, Paolo Petrini dirige Petrini Exclusive Real Estate e assiste da oltre un decennio famiglie e investitori nei loro progetti a Monaco, nel pieno rispetto del quadro normativo e professionale vigente. La sua esperienza locale e il suo approccio personalizzato garantiscono analisi affidabili e adatte alle esigenze internazionali.

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